magpies - a tale of two

Il processo

Scrivere la storia e’ stata la parte facile: il tutto e’ stato fatto in due giorni e non e’ cambiato molto, dalla prima stesura.
Ci sono voluti diversi anni (e un numero enorme di fallimenti) per arrivare a un possibile trattamento dell’immagine di cui fossi soddisfatta.
A questo punto per ogni capitolo un bambino di prima elementare ha creato uno storyboard molto grezzo (non proprio… ma sembra. Il disegno non è il mio campo). Semplicemente avevo bisogno di spezzettare il testo e assicurarmi di avere un’idea di quello che avrebbe dovuto essere infilato in ogni vignetta.
Quindi ho ridisegnato velocemente i miei schizzi e li ho importati su InDesign, in modo da avere le dimensioni esatte di ogni singolo spazio nella pagina: questa fase della lavorazione è stata decisamente importante, perche’ reinquadrare una foto dando un taglio diverso è spesso una rottura di scatole o semplicemente brutto.

Ho costruito le maschere usando carta e nastro adesivo per le mascherature da imbianchino (non e’ a questo che serve?) e poi ho usato vernice bianca e polpa di carta, per dare texture.
Avevo scattato i primi esperimenti senza le maschere, ma sentivo la mancanza della surrealta’ degli schizzi e volevo che i personaggi fossero quasi inumani.
A questo punto ho scattato i personaggi su uno sfondo neutro, facendo attenzione alla direzione e alla qualità della luce, in modo che fossero coerenti con la scena che avevo in mente.
Dal momento che tutto questo lavoro è stato fatto a un oceano di distanza dal mio studio, durante 3 mesi sabbatici passati a Los Angeles, mi sono limitata a spostare tutti i mobili del salotto della casa dove stavamo, usare una parete bianca come sfondo e illuminare tutto usando piccoli flash a slitta.

Ogni immagine è stata quindi stampata con una Canon Selphy, ritagliata usando un bisturi e piazzata dentro piccoli set di cartone.
Usare i flash a slitta si è rivelato il modo più semplice di controllare la luce su un progetto di piccola scala, cosa che permette di dare vita a questi piccoli mondi.
Quasi tutto è stato fotografato con un obiettivo 100mm macro, tranne i dettagli super-ravvicinati, che sono stati fotografati con il macro dei poveri (un 50 mm invertito)
Gli unici passaggi in photoshop sono stati quello dello sviluppo del file, la colorazione (per assicurarmi che fosse coerente) e l’aggiunta di testo e riquadri. Questo non perchè io abbia niente contro la post produzione estrema, semplicemente e’ stato piu’ divertente fare tutto a mano (e MOLTO piu’ veloce)

[Usa lo slider nell’immagine sottostante per vedere il prima e dopo]

Magpies - the process